Trabucchi: La tecnologia? La mano del liutaio è insuperabile

Da oltre 25 anni il liutaio Stefano Trabucchi lavora nella sua bottega nel centro di Cremona, ispirandosi ovviamente alla tradizione di Stradivari. L’abbiamo intervistato per parlare dell’importanza per chi fa questo mestiere di vivere a Cremona e di partecipare a Cremona Musica, dove Trabucchi è una presenza ormai fissa, del ruolo della tecnologia della liuteria e della manutenzione degli strumenti.

Lei è uno degli esponenti di punta della grande scuola cremonese di liuteria. Può dirci quali sono le caratteristiche della tradizione cremonese che vengono perpetuate nella Sua attuale produzione?
Prendo spunto dai modelli classici cremonesi e li riguardo in chiave personale, ma seguendo sempre la loro impronta e cercando di perpetuare questa tradizione che, per i liutai e i violinisti, è quasi mitica come si vede anche dalla commercializzazione dei violini cremonesi.

Lei ha collaborato con grandi violinisti, per i quali ha costruito o restaurato strumenti. Quanto influisce il rapporto personale con l’artista nel suo lavoro?
E’ fondamentale, bisogna cercare di andare in sintonia su molte cose per per avere il massimo dallo strumento. Si testa insieme, e a volte il violinista parte proprio dalla base della concezione scegliendo personalmente il tipo di legno con le caratteristiche estetiche e acustiche che vuole per poi andare avanti con la costruzione.

Quali sono le richieste più singolari che ha avuto da artisti?
Lavorare con i musicisti è sempre molto stimolante perchè a volte le richieste sono un po’ particolari, perché a volte chiedono di far prevalere una corda sull’altra come sonorità, spostare l’anima, cambiare il settaggio del ponticello o del capotasto… a volte sono richieste difficili da accontentare, ma sono ragionevoli e si cerca di soddisfarle.

C’è un’idea innovativa che ha applicato nel suo lavoro di cui va particolarmente fiero?
Recentemente ho prodotto una serie di violini decorati, compreso quello per il Re della Thailandia Rama IX, uno con lo stemma italiano e uno con lo stemma del Comune di Cremona. Sono produzioni un po’ particolari che erano state già state affrontate nei secoli scorsi inserendo gli stemmi nobiliari dei committenti. Io ho voluto riprendere questa tradizione con china, tempera colorata, foglia d’oro e d’argento. Il risultato è molto particolare ed hanno molto appeal.

Cosa pensa delle nuove tecnologie e dei software applicati alla liuteria?
Personalmente non li uso. La liuteria è un settore molto classico e tradizionalistico nelle tecniche di lavorazione, e anche io sono molto classico nell’affrontare il lavoro. I software di comparazione di suono ben vengano per lo studio dello strumento, ma l’esperienza del maestro liutaio con decenni di lavoro alle spalle è sempre più importante. La mano del liutaio è insuperabile.

Che consigli darebbe ai violinisti per mantenere al meglio il loro strumento?
Come ripeto sempre bastano pochi piccoli accorgimenti per tenere in ordine lo strumento. La pulizia dalla pece e dalla colofonia dell’arco è un gesto molto semplice, basta un normale panno di cotone. Anche controllare che il ponticello non si inclini verso la tastiera, si può fare con una piccola mossa. Per il resto non ci sono altre istruzioni da seguire, a parte pulirlo dal sudore.

Lei è da molti anni presente a Cremona Musica. Cosa rappresenta per Lei Cremona Musica e quali sono le opportunità offerte dalla fiera per i liutai cremonesi che vi partecipano?
Questa dovrebbe essere la ventesima partecipazione. Penso che sia una grande opportunità per un liutaio cremonese. Soprattutto i liutai locali dovrebbero essere un po’ più orgogliosi nel partecipare ad una manifestazione del genere, perché ha un richiamo internazionale e la presenza di tanti liutai cremonesi mette ancora più in luce l’evento. Ultimamente ci sono state anche agevolazioni della Camera di Commercio. Mi piace essere presente e far provare gli strumenti ai musicisti e confrontarmi con gli altri. E’ un ambiente molto vario e piacevole.

Quest’anno a Cremona Musica sarà presente la International Media Lounge, con oltre 30 giornalisti musicali provenienti da tutto il mondo. Avrebbe un messaggio da condividere con la stampa internazionale, a proposito della liuteria cremonese?
Cremona è considerata la capitale della liuteria, ed è vero. La presenza di oltre 150 botteghe artigiane in città è sì un problema per la concorrenza, ma fa sì che la qualità degli strumenti locali sia sempre molto alta, e che ci siano anche opportunità di confronto. E’ un unicum del mondo. Se i giornalisti vogliono scoprire il mondo della liuteria devono venire a Cremona e intervistare liutai, gli addetti ai lavori, ma anche la gente comune.