Steven Isserlis ai giovani musicisti: “Non fatevi scoraggiare e date il meglio per inseguire i vostri sogni”

Il celebre violoncellista inglese Steven Isserlis ha recentemente pubblicato una accurata riflessione su come nelle carriere di un musicista anche gli eventi di apparente insuccesso possano essere occasioni di crescita, prendendo spunto delle audizioni per i corsi IMS di Prussia Cove. Cita anche vicende personali e lascia un messaggio di profondo incoraggiamento verso i giovani musicisti, di grande interesse per tutti.

Non perdetevi d’animo!

Di Steven Isserlis

Il periodo duro dell’anno – quello appena dopo Natale – è già alle spalle. So che per molte persone è il Natale stesso ad essere difficile; invece secondo il mio amico e occasionale assistente David Waterman e il sottoscritto è il periodo appena successivo quello che ci mette di più alla prova, ovvero quello in cui ascoltiamo i nastri delle audizioni per il nostro corso all’IMS Prussia Cove. Il problema ovviamente non è la scarsa qualità delle proposte. Casomai l’esatto contrario: ci sono così tanti musicisti bravi e unici! (Devo ammettere che è anche molto piacevole, è questo che rende la vita così complessa!) Quest’anno in particolare siamo rimasti fortemente colpiti da quante personalità musicali sono emerse dall’ascolto delle registrazioni – voci vere, uniche. In ogni caso, siccome nel seminario sia il tempo che lo spazio sono limitati, possiamo accettare solo una piccolissima percentuale delle domande di iscrizione.

Può anche essere che qualcuno accolga la lettera di rifiuto con un’alzata di spalle, o addirittura con sollievo; ma sappiamo anche che per molti può essere un brutto colpo. A nessuno piace essere respinto – ma succede spesso nella vita di un musicista. Quindi, come si supera una situazione del genere? Il mio amico e violinista Robert McDuffie (un bravo narratore) mi ha raccontato di quando una volta gli fu cancellato un concerto, o una cosa del genere, e questo fatto l’aveva turbato. Al tempo le figlie di Rostropovich, Elena e Olga, vivevano a New York; erano amiche di Bobby, che quindi le chiamò per aprire il proprio cuore. Quella sera Slava alloggiava nel loro appartamento e ascoltò la conversazione. “Dite a Bobbie di venire qui”, ordinò. Bobbie arrivò, e Slava gli parlò con sincerità. Il messaggio era: “Bobbie, sarai respinto ancora, ancora e ancora. Devi fartene una ragione, è parte dell’essere un musicista”.

So che la carriera è dura in tutte le discipline, ma (senza voler essere pretenzioso) penso che il problema con gli insuccessi che caratterizza gli artisti, come musicisti, attori, pittori e altri, sia che noi stiamo in qualche modo mettendo in mostra qualcosa di profondo di noi stessi, e questo ci rende vulnerabili. Certo, i musicisti possono sempre parare il colpo con qualche scusa: “Il mio strumento non era a posto”, “L’acustica era tremenda”, o la più frequente (e forse la più vera), “I giudici non capiscono niente”. Ma in ogni caso fa male; e provoca insicurezze (o meglio, in molti casi aumenta le insicurezze che già avevamo).

Credo che l’insicurezza sia fondamentale per un musicista; ci sono alcuni che non hanno questa qualità, ma penso che siano incredibilmente noiosi, se non offensivi. Certo, uno deve avere l’autostima necessaria per salire sul palco ed esibirsi, ma è almeno altrettanto importante essere abbastanza autocritici da sapere che, indifferentemente da quanto possa andar bene un concerto, c’è sempre la possibilità – e la necessità – di migliorare. Bisogna sempre mettersi in discussione. Questo vale per tutti, in ogni aspetto della musica e in ogni campo artistico.

Il rifiuto, e il conseguente senso di insicurezza, non scompariranno con l’età (anche se l’atteggiamento delle altre persone nei vostri confronti si può ammorbidire; fortunatamente alla mia età la maggior parte dei direttori d’orchestra non sentono il dovere divino di dirmi esattamente come suonare un concerto e di dirigermi in maniera dimostrativa durante tutte le prove e i concerti!). Molti dei miei amici cinquantenni o sessantenni oggi sono andati molto avanti nelle loro carriere, ma questo non li frena dal sentirsi depressi o scoraggiati da una recensione negativa, un commento cattivo sui social media o qualcos’altro. So, credo, che per i giovani l’incoraggiamento è ancora più fondamentale, e gli insuccessi fanno più male. Ricordo ancora, fin troppo bene, la sensazione di disperazione che mi prese quando ho fallito l’audizione per la BBC due volte, o quando sono stato ammesso al mio primo (e sicuramente ultimo) concorso in pubblico, e sono stato buttato fuori al primo turno, in modo umiliante. Ho pensato che non ce l’avrei fatta nel mondo della musica, anche se diventare un musicista era l’unica cosa che ho mai voluto davvero fare della mia vita da quando avevo dieci anni. Sono stato fortunato, perché grazie all’incoraggiamento di amici e familiari sono andato avanti. Sono stati fondamentali. Ognuno ha bisogno di qualche complimento dagli altri per combattere i propri demoni interiori, è per questo che ci sono amici e parenti!

Naturalmente le aspettative devono essere realistiche; ognuno deve trovare la propria nicchia. Come dice Schumann, “Se tutti fossero primi violini non ci sarebbero orchestre”. La musica ha bisogno di una combinazione di insegnanti, musicisti per orchestra e per musica da camera, solisti, e sono tutti allo stesso modo elementi vitali di quell’organismo che è la musica. (E coloro che continuano a interessarsi alla musica anche se hanno deciso che la carriera da professionista non fa per loro sono anch’essi profondamente preziosi, sono loro il nostro pubblico più attento). Ma arrendersi solo perché si pensa di essere stati ingiustamente e sgarbatamente respinti, o perché non si è raggiunto la posizione esatta che si ritiene di meritare, non è un’opzione valida. Non pensate che gli altri musicisti stiano vivendo una vita semplice, come quella che si mette in mostra su Facebook, perché non è così. Ognuno avrà una battuta d’arresto che lo farà soffrire, prima o poi; e a volte è la miglior cosa che possa capitare. C’è sempre un ostacolo da superare, e dobbiamo farlo, accettandoli e andando avanti, dando il nostro meglio per inseguire i nostri sogni. E se riguardano la musica, sono di sicuro dei bei sogni!