Una chiacchierata con Erica Worth di “Pianist” e media lounge member per Cremona Musica 2017

Presentiamo un altro membro della International Media Lounge di Cremona Musica: la pianista e giornalista britannica Erica Worth, direttrice della rivista inglese “Pianist”, che è attualmente la più venduta rivista del settore in Inghilterra, e vanta una ampia diffusione anche nel resto del mondo. Erica Worth ha anche lavorato come agente di grandi artisti per la IMG e in quest’intervista condivide il suo punto di vista sull’attuale situazione della musica classica.

Cosa significa per lei scrivere di musica classica oggi?

Il mondo della musica classica (e parlo in particolare del pianoforte, che è il mio settore) è in continua evoluzione, e ad una velocità molto rapida. Tanti nuovi pianisti di grande talento appaiono di continuo sulla scena internazionale. Qui a Londra, ogni giorno ci sono tanti concerti interessanti da seguire. E c’è tanto repertorio di pianoforte sconosciuto da scoprire. In ciascun numero della mia rivista ci sono 40 pagine di spartiti musicali, e sono sempre alla ricerca di gemme pianistiche sconosciute da fare scoprire ai miei lettori. Ho tante partiture in lista di attesa da pubblicare. Anche le case costruttrici di pianoforte presentano costantemente nuovi modelli. Dunque ci sono grandi innovazioni in tutti gli ambiti del mondo pianistico.

Come vede l’influenza di Internet e dei social media nel modo in cui la gente percepisce la musica classica?

Questo è un argomento difficile. A volte ho la sensazione che ci sia un eccesso di informazioni su internet: dobbiamo fare in modo che la qualità di ciò che leggiamo online sia sempre alta. Ma ci sono molti aspetti positivi: con un semplice clic, oggi possiamo guardare i filmati di Martha Argerich all’età di 25 anni, ad esempio! Questo non era possibile un decennio fa.

Può dare qualche suggerimento ai giovani studenti che stanno cercando di intraprendere una carriera come musicisti classici?

Il talento è importante. Ma ci sono tanti altri elementi necessari per fare carriera come pianista professionista. Avete l’energia e la tenuta fisica necessaria? Siete in grado di controllare la paura del palcoscenico? Com’è la vostra tecnica? Siete rapidi nell’apprendere nuovi brani? Siete abituati a fare musica da camera? Quando ero studentessa di pianoforte negli anni ’80 alla Manhattan School of Music di New York, potevo seguire le lezioni di insegnanti straordinari, ma nessuno spiegava a noi studenti quel era “la realtà” della vita di un musicista professionista, una volta terminata l’università. Tutti noi vivevamo in una sorta di ‘bolla’: era anche molto gradevole, devo dire! Ma molti di noi hanno dovuto fare molta fatica, una volta usciti da quella “bolla”, per imparare ad affrontare i problemi della vita reale.

Qual è il futuro della musica classica? Può provare a prevedere i cambiamenti più sorprendenti che sperimentiamo nei prossimi 10-15 anni?

Si sente spesso parlare delle difficoltà e della sofferenza del mercato musicale. Tuttavia, ogni mese escono centinaia di nuovi CD, con un ritmo anche superiore a prima. Quindi sono ottimista. I cambiamenti più sorprendenti? Non saprei. Forse nel mondo del pianoforte ci sarà un nuovo strumento che raddoppierà per noi la velocità a cui suoniamo! Chissà… tutto è possibile.

Può suggerire un esempio di particolare successo nel sistema musicale britannico (un festival, un progetto educativo o un progetto di divulgazione musicale) da considerare e ‘esportare’ in altri paesi?

Qui abbiamo alcuni fantastici workshop di pianoforte amatoriale per adulti. C’è un intero mondo di appassionati pianisti dilettanti che vogliono tornare a suonare il pianoforte dopo una lunga pausa. Non so se questo esista anche in altri paesi. Per quanto riguarda i festival, il più grande (e, se posso dirlo, il migliore) al mondo è terminato proprio la scorsa settimana: The BBC Proms. Due mesi di incredibili concerti, ogni sera della settimana (a volte anche due concerti in una sola sera), che coinvolgono i direttori, le orchestre e gli artisti più famosi, provenienti da tutto il mondo. L’atmosfera alla Royal Albert Hall è elettrizzante. Ci sono tutti i tipi di persone nel pubblico: dai più esperti di musica classica, a coloro che assistono a un concerto classico per la prima volta.