Intervista con Itamar Golan: «Ogni giovane artista deve trovare una strada propria e personale»

Itamar Golan è uno dei più celebri e apprezzati pianisti da camera al mondo, e la sua grande esperienza lo ha portato a suonare regolarmente con alcuni dei più grandi solisti. A Cremona Musica Itamar Golan ha tenuto un concerto in duo pianistico con la moglie Natsiko Inoue e un innovativo Workshop intitolato “Suona con Itamar Golan”.

Ivry Gitlis, che a Cremona è stato premiato con i Cremona Musica Awards, ha suonato molte volte con lei. Può dirci qualcosa di lui?

Ovviamente Ivry è un artista unico e un uomo senza eguali. Una “specie umana” di cui non esistono altri esemplari! La sua personalità è inimitabile. La sua prospettiva sulla musica, sull’esistenza, la vita, l’amore, lo rende del tutto speciale, ed egli è per me una continua ispirazione. In più, Ivry è diventato per me come un fratello nel corso degli anni: ciò è una grande fortuna per me.

Lei ha un’esperienza vastissima nella musica da camera, essendo regolare partner di violinisti come Vadim Repim, Maxim Vengerov, Shlomo Mintz, Janine Jansen. Ha qualche aneddoto particolare e curioso per raccontarci?

Le storie e le esperienze che ho vissuto con i diversi artisti con cui ho lavorato nel corso degli anni sono praticamente infinite. Possono essere curiose, piccanti, divertenti o tristi. Tuttavia, mi limiterei a dire che ogni artista con cui ho suonato, tra quelli citati e non, mi ha arricchito musicalmente, in un modo o nell’altro, ed è stato meraviglioso lavorare con tutti loro.

Che consiglio darebbe ai giovani pianisti che aspirano diventare grandi pianisti di musica da camera?

Sono sempre un po’ riluttante a “dare consigli” ai giovani pianisti, ma anche in generale. Tuttavia, se proprio devo, direi che ogni giovane artista deve trovare una strada propria e personale, mantenendosi sempre sincero verso se stesso, e ancor più verso il testo scritto dai compositori, che deve cercare di assimilare e far rivivere.

Suonare con altri musicisti è più un compromesso o un arricchimento?

La vita artistica richiede una totale dedizione ed è irta di ostacoli, senza alcuna garanzia, ma è ripagata dalla bellezza che la musica ci offre. Bisogna essere pronti a affrontare questo modo di vivere. Ma, naturalmente, fare musica da camera con altri artisti è sempre un grande arricchimento.

A Cremona ha tenuto un seminario dal format insolito, “Suona con Itamar Golan”…

Avremmo potuto piuttosto intitolarlo “Incontri ravvicinati con varie specie umane e musicali”. Sono sempre molto curioso di incontrare giovani artisti e di fare musica insieme a loro. È per me anche una sorta di fuga dalla realtà, dal dovere accettare il passare del tempo e il fatto di non essere più giovane, e ciò mi dà speranze e nuove energie.

C’è qualcosa di particolare che le piace di Cremona e della sua identità?

Più che di Cremona e della sua bellezza unica, e del suo contributo alla nascita dell’universo di violino, che tutti conosciamo, vorrei parlare del mio amore per il vostro Paese, che per me rappresenta (nonostante la sua attuale turbolenza socioeconomica) l’epifania della bellezza, della poesia e della vita romantica nel suo massimo apice. L’Italia, con la sua ricchezza artistica e la sua bellezza naturale, dovrebbe rimanere come un antidoto contro un modo di vivere impersonale, digitale e globalizzato, contro la perdita di umanità e di uno spirito artistico e poetico inteso come filosofia di vita. L’Italia ha il dovere di salvarci da ciò. E, anche se non dovesse farlo, l’Italia continuerà sempre a farci sognare.