Martin & Co. a Cremona Musica con una speciale chitarra modello “000” e con “Martin Experience” per i rivenditori. Christian Martin IV: «Entusiasti di far parte di Cremona Musica»

Martin & Co. presenterà a Cremona Musica 2017 una speciale chitarra custom shop coprogettata con i partner italiani di EKO Music Group in soli 33 pezzi. Ma non è tutto, perché offrirà anche ai rivenditori Martin una speciale due giorni di formazione specifica sui prodotti della mitica casa di produzione utile per ottenere un certificato da “esperti certificati Martin”. Ad annunciarlo è Christian Frederick Martin IV, oggi alla guida della celebre casa di produzione di Nazareth (Pennsylvania) e diretto discendente di quel Christian Frederick Martin, liutaio di origine tedesca, che nel 1833 rivoluzionò la storia della chitarra folk, dando vita a una leggenda che dopo 184 anni non smette di vivere in generazioni di chitarristi. «Cremona – ci ha detto Martin in una intervista realizzata appositamente per questo appuntamento per noi si adatta perfettamente per un evento simile e ci piace partecipare ad eventi in cui la musica e la passione per gli strumenti si fondono insieme».

Martin ha appena festeggiato la produzione della sua duemilionesima chitarra. Questo è un obiettivo che mostra chiaramente la popolarità del vostro brand e di un business storico. Cosa significa questo traguardo per Martin & Co. e per lei?

«La chitarra Martin numero 2.000.000 è un punto di riferimento significativo per noi. La nostra azienda è sopravvissuta a tempi impegnativi, dalla Grande Depressione negli Stati Uniti agli effetti che la musica disco ha avuto sugli strumenti acustici negli anni ’70. Come più antichi produttori di chitarre sopravvissuti a livello mondiale, rimaniamo concentrati sul nostro ruolo nella storia della musica e sulle sempre crescenti esigenze dei chitarristi di oggi.

Martin ha creato anche una chitarra speciale chiamata ‘Two Millionth’, uno strumento molto particolare che combina i classici componenti e… meccanismi di orologi. Perché? Può dirci qualcosa riguardo la realizzazione?

L’idea della 2M ha preso vita quando il nostro reparto di progettazione ha incontrato un’azienda produttrice di orologi a conduzione familiare (RGM), con lo stesso livello di artigianato e dedizione di Martin, anch’essa con sede in Pennsylvania. Stavamo cercando un tema per celebrare questa pietra miliare e abbiamo pensato: “cosa è meglio del tempo?”. Dopo tutto, è ciò che ci ha portato a questo punto della nostra storia ed è ciò che governa tutto, ovunque. La partnership con gli orologi RGM è anche una testimonianza del valore che abbiamo visto in grandi collaborazioni di cui abbiamo goduto nei decenni con altre grandi aziende e artisti».

Le vostre chitarre sono fra le più suonate nella storia della musica folk e rock. Questa è una forza del vostro marchio ma anche un patrimonio molto impegnativo da proteggere e mantenere perché le aspettative sui vostri strumenti sono sempre molto alte. Qual è il segreto di una chitarra perfetta?

«Il metodo di costruzione di una chitarra acustica – che servirà sempre il suo proprietario, nella buona e nella cattiva sorte, per generazioni – deriva dal mantenere fede a determinati ideali evolvendoli con i tempi. Ad esempio, i chitarristi di oggi richiedono un manico stretto e veloce come quello di una chitarra elettrica, qualcosa che non esisteva quando abbiamo iniziato a costruire le chitarre nei primi anni del 1800. Mantieni il musicista e il timbro al centro del processo e non potrai fallire».

Oggi parlare della chitarre Martin è quasi automatico. Tuttavia, non bisogna dimenticare un’altra linea di produzione molto importante: l’ukulele. Eddie Vedder ha rilanciato questi strumenti legati al mondo della rock e da dieci anni ormai l’utilizzo di questo strumento è cresciuto significativamente. In questo caso, la vostra produzione risale ad un secolo fa…

«Sì, stiamo celebrando i 100 anni di realizzazione dell’ukulele, una parte importante della nostra storia. All’inizio degli anni ’20, a un certo punto avevamo prodotto più ukulele che chitarre. Più di recente attribuiamo la popolarità dell’ukulele non solo allo stupefacente album di Eddie Vedder, ma anche al tributo di Paul McCartney a George in concerto quando ha eseguito il classico ‘Something’ dei Beatles su un ukulele, così come Jake Shimabukuro che ha stravolto YouTube nei primi anni 2000. L’ukulele è uno strumento divertente e semplice, perfetto per i musicisti giovani e meno giovani.

Un pubblico di musicisti (sia professionisti che amatori) ha scelto Martin nel corso degli anni: il vostro brand è generalmente associato a un importante passo avanti nella carriera musicale di ognuno di loro. Una chitarra Martin è un acquisto che si decide solo in “storie d’amore” ben consolidate tra i musicisti e il loro strumento?

«Abbiamo ampliato la nostra linea di strumenti nel corso degli anni per essere più accessibili ai musicisti prima nella loro carriera rispetto a quelli storici. Oltre ai modelli D-45 e 000-28EC Eric Clapton, offriamo una linea completa di chitarre da viaggio, tra cui la Dreadnought Jr e Little Martins, nonché le full size X e Road Series. Ironia della sorte, Ed Sheeran non ha mai ‘aggiornato’ la sua prima Martin e sta riempendo gli stadi suonando ancora solo la sua LX1».

Quando pensiamo all’azienda di Nazareth, pensiamo generalmente a un processo produttivo tradizionale, qualcosa di simile alla produzione di strumenti classici. In che misura la standardizzazione meccanica svolge un ruolo nel processo di produzione delle chitarre Martin?

«Abbiamo fatto attenzione a non perdere l’elemento artigianale delle nostre chitarre. Naturalmente abbiamo adottato macchine e computer dove possono essere utilizzati per ridurre l’affaticamento umano e migliorare la consistenza, ma, come chi ha visitato la nostra fabbrica ben sa, ancora mettiamo le mani su ogni chitarra nei passaggi più critici. In alcuni casi ancora intagliamo a mano i manici dal legno senza l’aiuto della tecnologia».

Dal 29 settembre al 1°ottobre 2017, Martin esporrà a Cremona Musica International Exhibition. Che cosa presenterete?

«Siamo entusiasti di far parte di Cremona Musica, e mostreremo una grande collezione di chitarre, tra cui i nostri nuovi modelli e alcuni dei classici – che potranno essere tutti suonati dai visitatori dello stand. Siamo particolarmente entusiasti di presentare per la prima volta una speciale chitarra Custom Shop co-progettata con i nostri partner italiani, EKO Music Group. Questo modello 000 con fondo in Koa, è limitato a soli 33 pezzi e ognuno di essi sarà dotato di una moneta da 500 Lire incorporata nella parte posteriore della paletta, insieme ad un marchio interno firmato personalmente da me».

Perché avete deciso di esporre anche quest’anno a Cremona Musica?

«Martin ha partecipato lo scorso anno accanto a EKO Music Group e abbiamo avuto un eccellente riscontro con molte persone che hanno avuto la possibilità di suonare una vasta gamma di chitarre Martin. Per noi Cremona si adatta perfettamente per un evento simile e ci piace partecipare ad eventi in cui la musica e la passione per gli strumenti si fondono insieme».

Parallelamente all’esposizione di Cremona, Martin tiene un evento “Martin Experience”. Di cosa si tratta?

Il “Martin Experience” è un evento di formazione speciale tenuto in due giorni al quale i rivenditori Martin sono invitati a partecipare. Durante i due giorni, ricevono una formazione specifica sui prodotti e godono di presentazioni che descrivono la storia e il patrimonio unici di Martin. Alla fine dell’evento, i partecipanti ricevono un certificato che riconosce che sono ora “esperti certificati Martin” e quelli che hanno partecipato agli eventi precedenti ad Amsterdam e Londra hanno detto che questo corso li ha aiutati ad essere più collegati con la gamma dei prodotti ed il brand Martin aiutandoli quindi a presentare meglio ai loro clienti le chitarre Martin. Abbiamo creduto che fosse perfetto tenere questo evento a fianco di Cremona Musica».

C’è una linea che collega Nazareth (Pennsylvania) a Cremona, città del Cremona Musica International Exhibitions e città natale di Stradivari, il grande maestro liutaio. Ci sono somiglianze tra la vostra storia e il patrimonio di Stradivari?

«CF Martin Sr. e Stradivari condividono una passione per la perfezione del timbro. Anche se Martin è arrivata più tardi, la dedizione ai metodi e ai materiali di costruzione è parallela. Infatti l’abete rosso e l’acero hanno giocato un ruolo importante nel successo di entrambi i liutai e delle loro opere d’arte timbriche. Quindi, sì, c’è una ovvia sinergia tra Martin e Stradivari, qualcosa di cui siamo giustamente orgogliosi».