I pianoforti di Fazioli a Cremona Musica, «crocevia di musicisti»

Cremona Musica ha intervistato uno dei protagonisti della prossima edizione: Paolo Fazioli, fondatore e presidente della Fazioli Pianoforti. Fondata nel 1981, con sede a Sacile, la Fazioli Pianoforti Spa produce circa 130 pianoforti a coda ogni anno, di cui circa il 90% sono venduti all’estero: non solo in Europa e Nord America, ma anche in Cina, Russia, Far East e Sud America e Paesi emergenti. Recentemente nominato Cavaliere dal Lavoro dal presidente Mattarella, Paolo Fazioli è egli stesso pianista, oltre che ingegnere. La sua storia è un modello di grande successo che rappresenta al meglio l’eccellenza italiana nel mondo.

 

Lei è stato il fondatore della ditta Fazioli: come è nata l’idea di costruire pianoforti?

Credo che l’interesse per la costruzione del pianoforte sia cresciuto in me parallelamente agli studi musicali. Fin da quando ho messo le mani sul pianoforte della mia prima “maestra”, ho sentito la curiosità di capire come fosse fatto quello strumento così complesso e affascinante… Mano a mano che il mio senso critico si sviluppava, mi rendevo conto di diventare sempre più “esigente” verso i pianoforti che incontravo nel mio percorso, non essendo mai pienamente appagato né sotto il profilo meccanico né sonoro. Fino a che, un bel giorno, dopo la laurea in ingegneria e le prime esperienza manageriali nell’azienda di famiglia, il sogno di costruire un pianoforte “nuovo” è divenuto il mio “chiodo fisso” e il desiderio di dedicarmici a tempo pieno è prevalso definitivamente su ogni altra possibilità di carriera.

È impressionante pensare che in pochi decenni Fazioli sia diventata un’azienda leader, rivaleggiando con marchi che hanno secoli di storia. Quali sono secondo lei le caratteristiche che hanno portato i pianoforti Fazioli, in pochi anni, ad essere considerati i migliori del mondo?

Fin dall’inizio abbiamo sottoposto all’attenzione degli addetti ai lavori (pianisti, tecnici, critici, giornalisti) strumenti di alta qualità e ben preparati, impegnandoci molto specie in occasione delle fiere e dei concerti, cosa che li ha incuriositi e stupiti al punto di farne un interessante argomento di conversazione in un settore dove sembrava che i giochi fossero fatti e dove da anni non succedeva più nulla. Naturalmente la grande attenzione al miglioramento del prodotto è una costante che tutt’oggi caratterizza ogni aspetto della nostra attività.

Quali sono le differenze costruttive tra i Fazioli e gli altri pianoforti?

Non abbiamo mai fatto una disamina completa e sarebbe molto lungo farla. Di sicuro, le nostre tecniche costruttive sono “nostre”, frutto di ricerca ed esperienza, con il proposito di plasmare un proprio know-how.

Perché non costruite pianoforti verticali?

Occuparsi di pianoforti verticali significherebbe seguire logiche completamente diverse rispetto a quelle che noi ci siamo prefissati per i pianoforti a coda. Quantità, costi di costruzione, distribuzione… tutti questi aspetti avrebbero bisogno di essere “cuciti” su un prodotto diverso che a dire il vero non è mai stato al centro del nostro interesse.

Ci può parlare di qualche soluzione innovativa che prossimamente sarà introdotta nei pianoforti Fazioli?

Abbiamo appena brevettato due importanti innovazioni. Da una parte, la nuova tavola armonica “a triplo strato”, caratterizzata da una struttura interna che non cambia sostanzialmente le capacità di trasmissione del suono ma la rende molto più resistente, prevenendo le negative conseguenze che possono essere determinate da condizioni di umidità troppo elevate o da un ambiente troppo secco e assicurando quindi al pianoforte la massima efficienza negli anni. Dall’altra, una nuova meccanica, progettata a sua volta per essere meno soggetta a risentire delle condizioni climatiche e risultare più performante e reattiva. Per il momento è applicata al modello grancoda ma prevediamo di adattarla presto anche agli altri modelli della nostra gamma.

I pianoforti Fazioli recentemente hanno trionfato anche nei concorsi pianistici, come nel recente Concorso Rubinstein di Tel Aviv, dove sia il primo che il secondo classificato hanno suonato Fazioli. Quali sono le caratteristiche dei vostri strumenti che portano molti pianisti a preferirli?

I giovani che non hanno particolari “abitudini” e che sono più pronti a sperimentare altri orizzonti trovano che i nostri pianoforti danno la possibilità di arricchire la gamma di sfumature e di colori. Di conseguenza i giovani pianisti dotati di maggiore musicalità, hanno più materiale per esprimere le loro idee.

Avete pensato di fare particolari modelli per climi umidi o tropicali?

Più che pianoforti costruiti ad hoc per climi umidi o tropicali, abbiamo sempre mirato a costruire pianoforti caratterizzati da criteri di stabilità tali da renderli capaci di affrontare qualunque situazioni climatica severa. Un pianoforte ben progettato e costruito, sarà in grado di sopportare meglio sia climi umidi sia climi secchi.

In quanti paesi stranieri è presente la vostra rete di vendita? E in Italia, dove è possibile provare e acquistare i pianoforti Fazioli?

Abbiamo rivenditori in quasi tutto il mondo, mentre in Italia è possibile trovare i nostri pianoforti a Milano, presso il nostro showroom, a Perugia, presso “Piano et Forte” e a Roma presso “Ciampi”.

Fazioli sarà di nuovo presente a Cremona Musica, 2017. Quali sono le Sue aspettative nei confronti di questa manifestazione, e quali potenzialità lei vede nell’esporre a Cremona?

Cosi come è stata concepita, la Fiera di Cremona rappresenta non tanto una fiera commerciale ma piuttosto una crocevia, un’occasione di incontro per gli operatori culturali del settore e per i musicisti.

Molti artisti di fama mondiale, da Herbie Hancock a Angela Hewitt, da Daniil Trifonov a Louis Lortie, suonano Fazioli e sono molto affezionati al vostro marchio. Come sviluppate la collaborazione con i pianisti?

Non abbiamo una lista di “Fazioli Artists” in quanto pensiamo che i pianisti (almeno lo speriamo per loro!) non debbano divenire merce di scambio. I nostri amici pianisti amano i nostri pianoforti non perché glielo abbiamo imposto ma per loro libera scelta. Non chiediamo loro nulla ma li accogliamo e li aiutiamo ad avere per i loro concerti pianoforti ottimi e ben preparati.

La Fazioli Concert Hall, a Sacile, è un centro di eccellenza per la produzione discografica, e ospita anche una prestigiosa stagione concertistica. Può parlarci delle caratteristiche di questa sala, che è scelta da moltissime case discografiche e grandi musicisti per le registrazioni?

La Fazioli Concert Hall, sala da concerto di 250 posti che sorge proprio a fianco alla nostra fabbrica, è dotata di dispositivi per variare l’acustica, così da poter ospitare prove di strumenti, concerti e registrazioni discografiche. In un certo senso l’attività della sala da concerto enfatizza il continuo e privilegiato contatto della nostra azienda con gli artisti più importanti nel panorama mondiale e con i giovani talenti – aspetto che ci sta molto a cuore. L’interesse dei pianisti ad utilizzare la nostra Concert Hall come ambiente di registrazione è in crescita. Il punto di forza risiede nel poter trovare nello stesso luogo alcuni aspetti tecnici fondamentali, che spesso è difficile veder realizzati tutti insieme: un’acustica confortevole, un pianoforte di alto livello, un tecnico accordatore a disposizione in ogni momento, un ambiente di lavoro tranquillo e professionale. Ogni artista può lavorare con il proprio ingegnere del suono oppure avvalersi dei nostri contatti.

Come vede il futuro del pianoforte nei prossimi decenni? Avete in programma di integrare la tecnologia e l’elettronica nei vostri modelli?

A mio avviso il pianoforte acustico continuerà ad esistere nei secoli. Dovrà certo affrontare nuove sfide e trovare nuove strategie per rimanere “al passo con i tempi”. Sicuramente le applicazioni tecnologiche e elettroniche sono uno dei tanti aspetti che saranno oggetto di innovazione. Anche noi abbiamo in programma di utilizzarle, ma senza che diventino invasive e soprattutto con il proposito che siano al servizio della cultura.

Può dare un consiglio ai giovani pianisti che ci leggono, e che sognano di diventare grandi concertisti?

C’è una realtà dalla quale non si può sfuggire: il Talento. Oggi indubbiamente si incontrano giovani pianisti che ne hanno tanto. Consiglio di fare sempre di testa propria e di non dare troppo ascolto ai vari “soloni” (tra i quali purtroppo per età ci sono anch’io): tanto poi se uno vuole, talento o no, una sua strada, la trova …ma bisogna soprattutto crederci.

Intervista a cura di Roberto Prosseda