19/09/2016 – “E’ cambiato il mondo, ma i pianoforti Steinway & Sons sono rimasti l’eccellenza assoluta nella costruzione del pianoforte”

La Strinasacchi è una delle realtà più antiche e longeve in Italia, nell’ambito dei pianoforti acustici. Fondata nel 1921 da Roberto Strinasacchi, l’azienda inizia da subito a distribuire sul mercato italiano pianoforti di importazione. Dopo l’ingresso nella società di Umberto Doria nel 1957, la prestigiosa Steinway & Sons affidò la sua rappresentanza alla Strinasacchi, che oggi continua l’attività di oltre settant’anni di impegno, coordinando i concessionari Steinway sul territorio italiano. L’azienda è oggi diretta da Giovanni Doria, che è una figura di riferimento per tutti i pianisti e i rivenditori che hanno scelto i pianoforti Steinway. Giovanni Doria è anche uno dei principali promotori di Piano Experience, l’area di Cremona Musica dedicata al pianoforte acustico, e sarà presente in Fiera con un imponente stand.

L’azienda che lei dirige è da molti anni il riferimento in Italia per i pianoforti Steinway & Sons. Può raccontarci la sua storia, e come attualmente opera per la promozione e la distribuzione dei pianoforti Steinway?
Strinasacchi rappresenta Steinway (ed i marchi ad essa collegati) in Italia dal 1958. Da allora sono cambiate le persone, è cambiato il mercato, è cambiato il mondo, ma i pianoforti Steinway & Sons sono rimasti l’eccellenza assoluta nella costruzione del pianoforte, lo standard col quale tutti si confrontano. Il nostro compito è seguire e coordinare tutte le attività della nostra rete di vendita, dare nuovi stimoli e sostenere la qualità in tutta la filiera.

Da alcuni mesi Steinway ha presentato negli USA un rivoluzionario modello, “Spirio”, che per la prima volta integra nel pianoforte una parte elettronica, in grado di far suonare lo Steinway in modo automatico. Può anticiparcene le caratteristiche e le prospettive di utilizzo?
Spirio” verrà presentato ufficialmente in Italia il prossimo anno. Non posso e non voglio svelare ora le caratteristiche di questo strumento ma posso solo dire che si tratta di uno Steinway al 100%, sia nella parte acustica che in quella elettronica. Posso assicurarvi che rimarrete sorpresi.

Crede che i nuovi mezzi tecnologici possano introdurre significativi miglioramenti nella costruzione del pianoforte e nella comunicazione della musica?
Possono, ma senza rimanerne schiavi. A livello di produzione abbiamo già da tempo introdotto macchinari a controllo numerico che ottimizzano certi lavori che prima erano inevitabilmente imprecisi. Ma è (e resta) la mano dell’uomo che fa la differenza. Più dell’80% della produzione di uno Steinway è frutto di lavoro artigianale, fatto di esperienza, dedizione ed amore. Cose che le macchine non possono sostituire. Per quanto riguarda la comunicazione, certo che può dare miglioramenti (e li sta dando) ma anche qui nulla può alla fine sostituire l’emozione di suonare il proprio pianoforte o di ascoltare un concerto dal vivo.

Quali sviluppi prevede per Steinway nel medio e lungo termine?
La qualità paga: oggi più che mai. Steinway, con l’ultimo passaggio di proprietà, si è rafforzata, togliendosi dalle incertezze che un mercato azionario può provocare. E’ un’azienda solida, come un albero con le radici della tradizione ben piantate per terra ma che sa, quando è il momento, cambiare le foglie.

Lei, con la sua azienda, è tra i fondatori della sezione pianistica di Cremona Musica International Exhibitions e sarà presente anche quest’anno con una imponente esposizione di pianoforti Steinway. Cosa La ha invogliata a partecipare e quali sono le Sue aspettative, anche in prospettiva futura?
La nostra partecipazione è il frutto di uno sforzo collettivo di tutti i Rivenditori Italiani di Steinway & Sons. Una dimostrazione di forza, coesione e correttezza tra quelli che, comunque, rimangono tra loro concorrenti. Abbiamo fin dall’inizio deciso tutti insieme di investire in questa vetrina, mantenendo questo impegno negli anni, anche quando altre Case si defilavano; impegno volto a dare soddisfazione a tutti i visitatori della Fiera, gratificati nel poter provare così tanti strumenti del nostro marchio.

La Steinway ha da sempre avuto rapporti privilegiati e spesso esclusivi con molti grandi pianisti. Cosa significa oggi essere “Steinway Artist”, e quali sono i vantaggi per i pianisti che appartengono a questa esclusiva cerchia?
Il rapporto tra Steinway e gli artisti è un rapporto fatto di stima ed amicizia reciproca. Privo di ogni connotazione economica, questo rapporto permette alla Casa di avere sempre un contatto diretto con gli artisti che possono così aiutarci nel mantenimento della qualità, dalla produzione fino al servizio tecnico ed agli artisti di poter godere delle attenzioni privilegiate da parte della Casa e la possibilità di fregiarsi di un titolo che racchiude in se l’emblema della qualità

Da alcuni anni in Italia esistono le Steinway Society. Può illustrarci le caratteristiche e l’operato di queste organizzazioni che fanno capo al marchio Steinway?
Le Steinway Society operano nel campo della diffusione della pratica pianistica e nel sostegno ai giovani talenti. Tanto è vero che sono state parte importante nelle selezioni italiane del “Concorso Steinway per Giovani Talenti” che hanno permesso, per la prima volta, ad un giovane pianista italiano, Gabriele Strata, di accedere al “Festival Steinway dei Giovani Talenti” che si svolge ogni due anni ad Amburgo e che si è appena concluso.