14/06/2016 – Insegnare – anche musica – secondo Daniel Pennac (di Roberto Prosseda, Artistic Advisor di Cremona Musica International Exhibitions)

Lo scrittore francese Daniel Pennac ha tenuto una Lectio magistralis in occasione del conferimento, nel 2013, della laurea ad honoris in pedagogia all’università di Bologna, corredata da un breve testo sull’importanza dei maestri. Ha, quindi, parlato del senso dell’insegnamento, partendo da una distinzione importante:

Esistono due modi distinti di relazionarsi con la cultura. Alcune persone, che chiameremo i “guardiani del tempio”, pensano che il proprio bagaglio culturale costituisca una proprietà privata, da condividere unicamente con una cerchia ristretta di persone e considerata sacra al punto da decidere di escludere chi non ne reputano degno. Altre, i “passeur”, si vedono invece come vettori di cultura. Non essendoci l’idea di possesso, siamo oltre il principio della condivisione: tutto quello che imparo, tutto quello che scopro, se mi piace e mi dà emozioni, ecco che scelgo di fartelo conoscere perché possa incantare e arricchire anche te.

Il concetto che la cultura – e quindi anche l’arte e la musica – non sia un patrimonio da possedere, quanto un mondo dentro cui tutti noi viviamo, è a mio parere illuminante, anche a proposito dell’insegnamento della musica. Troppe volte, in una lezione di pianoforte o di violino, si tende a insegnare il “come” prima ancora del “cosa”. A prescindere dai vari metodi di preparazione tecnica o di analisi musicale, quel che a volte manca nella didattica musicale è proprio il concetto di passeur. Come a dire: “io, insegnante, sono dentro la musica, non sono solo un tecnico del mio strumento. E poiché questa musica mi piace tantissimo, mi rende più felice, sono entusiasta di contagiare gli allievi del mio stesso entusiasmo”. In altre parole, ciò che Pennac descrive con la metafora dell’insegnante-fusibile dentro il circuito elettrico (la musica, appunto). Di qui, sorgono naturali le successive osservazioni di Pennac, legate all’inscindibilità di corpo e anima, anche nell’insegnamento e nella fruizione della cultura (e della musica):

In ambito culturale il vero passeur è la sfera affettiva. Il flusso della cultura scorre allora grazie al flusso della sfera affettiva: ti do da leggere quello che leggo io perché siamo amici. Per quanto riguarda gli insegnanti, molti di loro considerano la scuola non tanto come un luogo di trasmissione bensì come un luogo di valutazione. Sezionano un testo eseguendo una sorta di autopsia medico-legale, ma mai leggeranno in classe ad alta voce un brano che li ha colpiti dicendo “Ecco, ho letto questo ieri, ditemi cosa ne pensate”.

L’intervista, pubblicata su “L”Indice dei libri del mese” di Dicembre 2015, è leggibile a questo link: http://www.lindiceonline.com/incontri/interviste/daniel-pennac-bravo-insegnante-un-drammaturgo/