13/06/2016 – Elogio del silenzio (di Roberto Prosseda, Artistic Advisor di Cremona Musica International Exhibitions)

Il silenzio è oggi spesso considerato come un problema, qualcosa da nascondere: si è perfino arrivati a sopprimerlo, nei luoghi pubblici come supermercati e sale di attesa, ideando soluzioni “desilenzianti”, come, in primis, la musica di sottofondo. Se un tempo il rumore era considerato negativo (di qui i sistemi di “noise reduction”), siamo ora giunti all’opposto: usiamo il rumore pur di sopprimere il silenzio.
Ciò, in ambito commerciale, ossia nei supermercati e nei ristoranti (specie nei fast food), è anche legato alla convinzione che il silenzio possa indurre i clienti a comprare meno, e che invece la “somministrazione” forzata di musica, specie se ripetitiva e non troppo complessa, potrebbe indurre il cliente a spendere di più.
Tuttavia, il fenomeno dell’inquinamento acustico volontario, ossia quello causato da una scelta deliberata di diffondere suoni (o rumori) in ambienti pubblici, sta ultimamente causando anche reazioni forti e contrarie. Da oltre venti anni in Gran Bretagna esiste l’associazione “Pipedown music”, fondata dallo scrittore Nigel Rodgers, che è attiva con campagne pubblicitarie e azioni politiche per eliminare la musica di sottofondo dagli ambienti pubblici. Proprio in questi giorni Pipedown ha ottenuto un’importante vittoria, avendo convincendo la catena di supermercati Marks & Spencer ad eliminare la musica di sottofondo dai propri negozi, come ha annuncia il Guardian il 1 giugno 2016: https://www.theguardian.com/business/2016/jun/01/ms-to-turn-off-music-in-stores-following-customer-feedback
Non ci vorrebbe molto, in effetti, a creare almeno degli spazi “no noise” nei ristoranti, nelle stazioni e nelle sale di attesa degli ospedali e degli uffici pubblici, analogamente alle sale “no smoking”. Ma, se i danni creati dal fumo sono oggi inequivocabili ed hanno, per fortuna, portato la gran parte dei paesi occidentali a proibire il fumo nei luoghi pubblici, è invece ancora molta la strada da fare per limitare l’inquinamento acustico.
Eppure anche il silenzio, tanto temuto e vituperato dagli operatori di marketing, può nascondere insospettate potenzialità economiche. Tanto che la Finlandia, una nazione molto avanti quanto a senso civico e attenzione ai diritti della popolazione, ha usato il silenzio come un prodotto di marketing: “venite in Finlandia per sperimentare la bellezza del silenzio”, proclama la campagna pubblicitaria dell’Ente del turismo finlandese, con lo slogan “No talking, but action”.
Del resto, ci vuol poco a rendersi conto che il silenzio è la conditio sine qua non per focalizzare l’attenzione sui nostri pensieri, per ascoltare noi stessi e gli altri, per sviluppare nuove idee e progetti. E anche la musica non potrebbe esistere senza il silenzio, dal momento che ogni brano musicale parte e termina proprio dal silenzio, creando un rapporto specifico tra suono e silenzio.
Ogni brano musicista, infatti, sa bene che prima di iniziare un concerto è fondamentale “ascoltare il silenzio”, e farlo ascoltare anche al pubblico, sintonizzandosi sulla stessa lunghezza d’onda: solo così sarà possibile accompagnare l’ascoltatore nel viaggio emotivo di una intensa interpretazione musicale.
Il valore del silenzio, in un tempo in cui questo è sempre più raro, è stato colto da qualche anno anche da Trenitalia, che nei treni ad alta velocità ha istituito dei vagoni “area silenzio”, in cui non è consentito parlare ad alta voce. Peccato che si tratti di aree abbinate esclusivamente alle costose tariffe business, e che anche in queste aree gli annunci pubblicitari e di servizio arrivino ad alto volume dagli altoparlanti, cui decibel, a detta dei capotreni, “per regolamento non si possono ridurre”. Anche negli aeroporti le uniche aree in cui il silenzio è presente sono le lounge VIP, anch’esse riservate a chi viaggia in business.
Ci auguriamo, dunque, che il valore del silenzio sia presto riconosciuto come un diritto di tutti, non solo per i ricchi, e che i legislatori possano intraprendere provvedimenti per garantire una adeguata “salute acustica” a tutta la popolazione, con ricadute positive per il benessere della popolazione, e, di conseguenza, anche per la produttività e la crescita dell’economia e della qualità della vita del nostro paese.